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ecologia

ORCHIDEE

ECOLOGIA
Le orchidee Europee in generale prediligono terreni poveri e magri, sono piante che crescono lentamente non possono pertanto vivere in terreni che vengono periodicamente lavorati, riescono però a colonizzare suoli abbandonati come vecchi campi, scarpate e margini stradali, comportandosi quasi da piante pioniere. Alcune si trovano su terreni caldi e aridi , altre su posti umidi e freschi, altre ancora su suoli intrisi d’acqua come torbiere e paludi, la maggioranza delle orchidee predilige terreni calcarei, a reazione basica, alcune prosperano anche su suoli acidi.
Le orchidee nostrane sono piante
geofite,cieè terricole, la cui sopravvivenza durante l’inverno è assicurata da organi situati sotto il livello del suolo, rizomi, tuberi, bulbi.
La maggior parte delle nostre orchidee ha una statura compresa tra i 20 e 60 cm. con variazioni al di sotto come Chamorchis e Listera che raggiungono i pochi cm. o al di sopra Epipactis, Himantoglossum, Cypripedium, sino agli 80-90 cm.
Vi possono essere variazioni anche nell’ambito della stessa specie a seconda della natura del suolo o dell’andamento climatico.


ASPETTO GENERALE
Il fusto è semplice ed eretto, porta all’apice un’infiorescenza povera o ricca di fiori che può essere a spiga o a racemo, con fiori sessili o brevemente peduncolati, può essere allungata con pochissimi fiori, oppure con numerosissimi fiori ma radi, i fiori possono essere rivolti in tutte le direzioni.
Ogni fiore è inserito all’ascella di una fogliolina, chiamata
brattea che serve a proteggere il fiore nella fase di sviluppo.
Le dimensioni dei fiori, una volta sbocciati sono nella maggior parte comprese fra 1-2 cm., con eccezione di specie come Chamorchis, Goodyera, Listera di pochi mm., ed altre specie con fiori di dimensioni maggiori come Limodorum (3-4 cm.) Himantoglossum (sino a 7 cm.) Cypripedium (5-8 cm.

FORMA DEI FIORI
La caratteristica dei fiori di orchidea è di possedere un perigonio costituito da sei tepali (petali) di cui tre esterni e tre interni sovvraposti ed alternati tra di loro.
Al centro gli organi riproduttori maschili,
stami, formati ciascuno da un filamento che porta all’apice un’antera contenente il polline, gli organi femminili cioè l’ovario, stilo, stimmi, formano il pistillo.
Gli insiemi di organi maschili e femminili sono detti rispettivamente
androcèo e ginecèo.
Ciò che si nota subito nelle orchidee è che il terzo tepalo interno centrale, chiamato
labello, si profondamente modificato nella forma,nelle dimensione e nei colori, diventando così una delle principali caratteristiche per il riconoscimento di un’orchidea.
La singolarità del labello rispetto agli altri tepali comporta la simmetria irregolare dei fiori d’Orchidea, il labello può essere in forma di scarpa, semplice, lobato o gibboso; spesso esso porta posteriormente uno sperone e può presentare anche macchie pelose, un vistoso disegno glabro oppure, all’estremità inferiore, un dentino o un’appendice.
Singolare è la forma nel genere Ophrys che con forme e colori imita l’addome di un insetto, attraendo i veri insetti che precipitandovisi nel tentativo di accoppiarsi provvedono all’impollinazione.

IMPOLLINAZIONE
All’estremità interna del labello oppure all’entrata dello sperone si trova la colonnina ossia il ginostemio, elemento formatosi in seguito alla saldatura dello stilo con gli stami oppure, in determinate specie, con l’unico stame esistente. Le antere consistono di due o quattro logge collegate da un tessuto connettìvo. In queste logge si trovano i granulì pollinici, a volte isolati (Pianella della Madonna), ma anche riuniti in tetradi (Epipactis, Listera) o (nel più dei casi) agglutinati in masse dette pollinodi provviste, ciascuna, di un esile peduncolo (caudicola) che termina in un corpo adesivo. Ouando un insetto in cerca di nettare si posa sul fiore, i granuli pollinici oppure i pollinodi gli restano appiccicati alla testa; visitando un altro fiore egli li deposita sullo stimma, operando in tal modo l’impollinazione
. Se passato un ragionevole periodo di tempo la fecondazione non è ancora avvenuta il fiore provvede all’autofecondazione.
I piccolissimi semi di orchidea sono privi di sostanze di riserva per nutrire l’embrione, pertanto il seme deve trovare il necessario nutrimento sin dal primo momento, ciò non succede facilmente, ma quando il seme atterra nel posto giusto viene invaso dal micelio di un fungo del genere Rhizoctonia, avviene allora tra i due generi una simbiosi, non del tutto amichevole, ma se fra le due parti si stabilisce il giusto equilibrio l’orchidea potrà crescere.
Per la formazione di una nuova pianta possono occorrere anche diversi anni 6-7 anni anche 15.





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